Se parliamo di strategie di pricing, sappiamo che occorre aver ben chiare le tendenze in materia di pricing in ciascun momento. Queste variano a seconda del comportamento del potenziale acquirente, dell’adozione di nuovi business model o dell’apertura verso una concorrenza maggiore.

Ed è per questo che è così fondamentale conoscere nuove strategie di pricing che permettano a ciascun marchio di distinguersi, anticipare i desideri del suo pubblico o essere all’avanguardia sul mercato.

In questo senso, occorre sottolineare che pricing può avere implicazioni diverse, se parliamo di strategie per e-commerce, per fabbricanti, o per quei marchi che non possono contare sulla vendita diretta al consumatore finale ma mediante un retailer.

Senza dubbio, una delle grandi tendenze che ci si aspetta per il 2019 è quella relativa alle strategie dei prezzi omnichannel. Nonostante l’adattamento dei prezzi fra canali continui a restare a spese dell’idiosincrasia di ciascuna attività, in un contesto in cui sempre più utenti comprano mediante piattaforme diverse, è di fondamentale importanza che tutti e ciascun marchio quest’anno riflettano su come salire sul treno dell’omnichannel quest’anno.

Uniformare i prezzi online oppure offline? A quale scopo? Quale sarebbe il margine di miglioramento? Cosa fa la concorrenza nella sua strategia di pricing? È necessario che ciascun responsabile delle vendite, dell’attività e del marketing si ponga queste domande e le interiorizzi, perché solo così potrà comprendere qual è la soluzione che meglio si adatta al suo shop online.

Un’altra delle tendenze di pricing per il 2019 rivoluzionerà il rapporto marchio-prodotto-valore. Che i potenziali acquirenti tornino a preoccuparsi del marchio è una verità e, di fatto, pare che stiamo vivendo un’ondata finora sconosciuta della generazione del marchio, insieme al suo simbolismo e senso di appartenenza. Questo è qualcosa che possiamo notare con maggiore facilità nel settore dei beni di lusso e nella moda in generale. Tuttavia, si può estrapolare anche da altri settori come quello della tecnologia. Come avrebbe potuto, altrimenti, Apple mantenere la sua strategia dei prezzi?

Adesso più che mai ha senso scommettere sul definire strategie dei prezzi basate sul valore che il cliente attribuisce al prodotto. Adattare il prezzo del prodotto in base al valore percepito è un fattore chiave per massimizzare la redditività. Quali fattori occorre tenere in conto? La stagionalità dell’acquisto, la necessità dell’utente rispetto al prodotto e il valore che il marchio apporta a quello specifico prodotto. Cosa lo rende diverso?

Come ultima cosa, e non meno importante, conviene mettere in rilievo il ruolo delle strategie dei prezzi dinamiche. Ed è che le tecnologie e i software di dynamic pricing sono ciò che davvero ha fatto la differenza in questi ultimi anni.

La possibilità di adattare i prezzi di ciascun prodotto in modo individuale a seconda di come variano i diversi fattori è, ai giorni d’oggi, la pietra miliare di molti grandi retailer come Amazon. Il grande vantaggio che offrono strumenti specializzati di dynamic pricing è poter individuare quali sono gli indicatori chiave che devono portare al cambiamento dei prezzi.

Ad ogni modo, risulta necessario tenere in conto le strategie dei prezzi orientate alla concorrenza. Proprio come sottolineano gli esperti, vi sono sempre più ragioni per monitorare i prezzi della concorrenza. E questa è una delle chiavi imprescindibili per mettere in atto una strategia dei prezzi dinamici completa.

Risulta chiaro che tanto il dynamic pricing quanto sapere cosa fa la concorrenza non costituiranno nuove strategie dei prezzi per il 2019, ma continuare a metterli in atto nel percorso sarà imprescindibile per non perdere segmenti di mercato.

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